44° Pellegrinaggio di Pentecoste
23-25 maggio 2026
44° Pellegrinaggio di Pentecoste
23-25 maggio 2026
Dal 23 al 25 maggio 2026, i pellegrini italiani parteciperanno alla 44° edizione del Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres divisi nei capitoli Immaculata Coredemptrix, Beato Rolando Rivi e Santi Ambroso, Protaso e Gervaso.
Il tema di quest'edizione sarà «Sarete miei testimoni fino ai confini del mondo».
Cari pellegrini,
«Guai a me se non annuncio il Vangelo!» (San Paolo, 1 Corinzi 9,16). Abbiamo anche noi, come San Paolo, una passione per la missione tale da poter dire con lui: «Guai a me se non annuncio il Vangelo!»? Il tema del nostro 44° pellegrinaggio di Pentecoste, «Sarete miei testimoni fino ai confini della terra», è innanzitutto un invito a ciascuno di noi ad annunciare il Vangelo, cioè ad approfondire la nostra fede e ad imparare a condividerla.
La prima dimensione della missione è trasmettere ciò che abbiamo ricevuto: questa è la ricchezza stessa della Tradizione della Chiesa. Il nostro attaccamento alla Tradizione mira innanzitutto a preservare, per meglio trasmettere, l'intero sacro deposito della fede. Il nostro pellegrinaggio è missionario proprio per il suo attaccamento alla Tradizione.
La seconda dimensione missionaria del nostro pellegrinaggio si fonda sulla liturgia tradizionale celebrata durante questi tre giorni, poiché essa esprime con impareggiabile potenza il sacrificio redentore di Cristo offerto per i nostri peccati. La nostra liturgia è veramente missionaria. Essa esprime mirabilmente la realtà del sacrificio che ci salva: i canti, i riti, il linguaggio sacro e il silenzio che avvolge il mistero ci pongono alla presenza di Cristo Gesù. L'atto liturgico è missionario per sua stessa natura: ci pone alla presenza di Colui che annunciamo.
Infine, la terza dimensione missionaria in cui il nostro pellegrinaggio ci conduce è ancora una volta mirabilmente riassunta da San Paolo: «Se non avessi amore e carità, sarei come un bronzo risonante o un cembalo squillante» (1 Corinzi 16,1-3).
È senza dubbio la dimensione suprema del carattere missionario del nostro pellegrinaggio essere testimoni della nostra carità. Questa carità in azione porta un nome collettivo: Cristianità. Per questo il nostro pellegrinaggio aspira a essere una cristianità in movimento. Per noi, la missione è inseparabile dall'instaurazione del regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli» (Matteo 28,19).
Presentazione del pellegrinaggio 2026